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Artiglio del Diavolo – Erbe Infusionali

La droga (parte di pianta che contiene i principi attivi che noi utilizziamo) contiene fitosteroli e iridoidi (una categoria di terpeni), tra cui il più importante è l’arpagoside

Carissimi appassionati del mondo delle erbe e degli infusi, ben ritrovati. Quest’oggi continuiamo la serie di articoli con una pianta molto particolare, che ormai è entrata nell’utilizzo comune delle persone. È conosciuta anche come “il cortisone vegetale” grazie alla sua forte attività antinfiammatoria. Sto parlando dell’artiglio del diavolo, o come direbbero i botanici, “Harpagophytum procumbens”. Volete saperne un po’ di più su questa pianta? Allora restate nei paraggi e godetevi l’articolo.

ETIMOLOGIA

Per quanto riguarda i nomi, beh direi che le persone si sono alquanto sbizzarrite, basti pensare che in inglese è conosciuta come “Grapple plant” (pianta rampino), “wood spider” (ragno di legno) e “devil’s claw” (artiglio del diavolo), anche se si trova anche semplicemente come “Arpagofito”.
Ma perché si chiama artiglio? E cosa centra il diavolo?

Se avete occasione di vedere i frutti di questa pianta, noterete che sono delle capsule ricoperte di escrescenze acute, portanti spine curve e taglienti. La seconda parte del nome sembra derivare dai movimenti frenetici che compiono gli animali quando calpestano o entrano in contatto con questi frutti.
Ma ora diamo un’occhiata più da vicino a questa pianta.

 

🌲 CARATTERISTICHE DELLA PIANTA 🌲

Si tratta di una pianta perenne a fusti striscianti, che cresce nel sud est africano, a temperature comprese tra i 17 e i 30 °C. Si trova infatti in Namibia, Sudafrica, Botswana, in particolare nel Parco Transfrontaliero Kgalagadi e in nessun’altra parte del mondo.

Le sue foglie sono opposte, lunghe fino a 6,5 cm e larghe 4.
La pianta possiede poi grandi fiori solitari con corolla a tubo giallo che si apre in lobi di colore rosso violaceo.
I frutti possono raggiungere i 20 cm di diametro e posseggono quattro file di bracci dotati di uncini ricurvi, come potete vedere nell’immagine a fianco.

 

COSA SI UTILIZZA DELLA PIANTA 🍴

I principi attivi sono contenuti nelle radici secondarie, che sono organi di deposito dall’aspetto di tubercoli vagamente rossastri, lunghi circa 20 cm e diametro di circa 6 cm. Si commerciano essiccati e tagliati in rotelle di colore marrone e dal sapore amaro.

💊PRINCIPI ATTIVI DELLA PIANTA

 

La droga (parte di pianta che contiene i principi attivi che noi utilizziamo) contiene fitosteroli e iridoidi (una categoria di terpeni), tra cui il più importante è l’arpagoside (insieme a arpagide e procumbide). Gli studi farmacologici hanno indicato un’azione antinfiammatoria e analgesica, la quale secondo alcuni, è la più forte in natura.

UN PO’ DI AROMATERAPIA

Come racconta Patricia Davis, fondatrice della London High School of Aromatherapy, ovvero la più prestigiosa scuola di aromaterapia a livello mondiale, nel suo libro “I segreti dell’aromaterapia”, l’artiglio del diavolo è molto utile in caso di reumatismi, artrite e altri stati infiammatori. L’oleolita possiede spiccate proprietà antinfiammatorie e analgesiche, e viene quindi usato per le distorsioni muscolari e lesioni dovute a sforzi ripetuti; inoltre è possibile aggiungere alcune gocce di olio essenziale a questo olio per potenziarne gli effetti.

RACCOLTA E MANIPOLAZIONE

Come abbiamo detto prima, noi utilizziamo le radici secondarie essiccate, che vanno raccolte alla fine dell’estate, scavando in profondità nel terreno. Devono essere ben lavate per eliminare eventuali residui di terra, poi si tagliano a fette di 1-2 cm e si fanno essiccare al sole. Si possono conservare infine in sacchetti di carta o tela bene al riparo dall’umidità e dalla polvere.

UTILIZZI DELLA PIANTA 🍹

Nell’utilizzo tradizionale africano, la pianta viene utilizzata, come abbiamo già raccontato, per le malattie reumatiche, febbre e problemi di stomaco. Per il suo contenuto di composti amari (iridoidi), la pianta è indicata come stomachica e tonica, con azione colagoga (agevola la secrezione di bile, dando quindi un effetto benefico per il fegato).

In commercio lo si trova generalmente come opercoli (in gergo “capsule”) che contengono 250 mg di estratto secco di radice, in cui però il contenuto di arpagoside (che è ciò a cui noi interessa) si aggira intorno al 2%, ovvero 5 mg. Ci tengo a sottolineare questo, perché come scritto in diversi siti, gli studi clinici effettuati con l’estratto avevano dosi di questa molecola molto più alti (50-100 mg).

In caso di indigestione o mancanza di appetito, provate l’infuso con 2 cucchiaini di radice macinata posti in 500 ml di acqua.

In caso di dolori legati a stati di stress e ansia, si può abbinare questa radice ad altre piante rilassanti, come la passiflora o la valeriana, sotto forma di tinture.

 

EFFETTI COLLATERALI

 

La tossicità di questa pianta, acuta e a breve termine sembra essere assente. Si sconsiglia comunque l’utilizzo in caso di diabete mellito di tipo II, problemi cardiovascolari, gravidanza, allattamento e in concomitanza con farmaci dall’azione simile, ovvero antinfiammatori, anticoagulanti e antiaritmici.

 

Fatemi sapere se questo articolo vi è piaciuto, io vi invito a seguire le pagine social di MondoThè qualora ancora non l’aveste fatto, insieme alla mia pagina Instagram personale (simone_ambrogio) che trovate nella descrizione.  Nella Live del 27 maggio   continueremo a parlare di questa pianta, con qualche curiosità in più e poi tratteremo di valeriana, quindi non perdetevela, mi raccomando.

Io vi saluto e vi invito alla settimana prossima, in cui parleremo di una nuova pianta e delle sue proprietà. Alla prossima settimana.

Rubrica di Erboristica e Infusi a cura di:

Simone Ambrogio

Studente di Tecniche Erboristiche presso l’Università di Torino

Settore di competenza: piante officinali

Mi interessa il mondo vegetale con tutte le sue sfumature. Mi piacerebbe lavorare in questo settore e contribuire a diffondere le conoscenze a più persone possibili, promuovendo uno stile di vita sano. Sono un musicista e ho aperto da poco una pagina instagram chiamata “Plants in music”, per promuovere la conoscenza delle piante officinali e di tutto ciò che può influenzare il benessere delle persone, utilizzando la musica come strumento per coinvolgere maggiormente le persone.

Scrivimi sulla mia pagina instagram di quali piante vorresti che io ti parlassi nei miei articoli

Pagina Instagramhttps://www.instagram.com/simone.ambrogio/

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