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Parietaria contro l’insonnia nei testi antichi – Parte 1

ERBORISTERIA TRADIZIONALE di LUIGI GIANNELLI

E’ con Piacere che introduciamo una serie di articoli un po’ fuori tema ma di incredibile interesse.

Il Dott. Luigi Giannelli, Chimico, Tecnologo Farmaceutico non ché Erborista conosciuto per la sua esperienza  e per le sue ricerche improntate sull’antica erboristeria mediterranea, ci offre la possibilità di scoprire antiche proprietà perdute delle erbe mediterranee, che da oggi pubblicheremo in più capitoli.

 

La Parietaria

Le foto nell'articolo sono state fornite dal Dott. Giannelli

Stavolta vogliamo interrompere la disamina del Barone Donzelli, per tornare al più antico Mattioli che, con i suoi “Discorsi”, ci illustra quello che dicevano Dioscoride, Galeno e gli altri Maestri dell’Antichità e del Medioevo. E della sua epoca pure (il XVI secolo, il secolo precedente a quello del Donzelli stesso).

Inoltre, se ci sarà l’occasione quando esamineremo una pianta o una qualsiasi droga tra quelle descritte, rammenteremo anche quanto ci viene dalla tradizione popolare della quale siamo a conoscenza.

Abbiamo deciso di iniziare questo esame dalla Parietaria, pianta largamente usata fin da epoche incalcolabili, perché presente tra i piedi nostri da quando esistiamo (come tutte le piante selvatiche, alla fine).

Incominciamo con Dioscoride, come sempre in questi casi; siamo nel I secolo d.C. durante la Prima Guerra Giudaica, condotta da Vespasiano e da suo figlio maggiore Tito, al tempo di Nerone. Dioscoride è medico militare, agli ordini anche di Sesto Lucilio Basso, l’artefice della caduta della fortezza di Masada (anche se morì prima di vederla cadere). Siamo tra il 60 e il 70 d.C. Dioscoride scrisse un imponente trattato dove si descrivono circa 800 droghe vegetali, animali e minerali. Non fu citato da Plinio nella sua “Storia Naturale”, pur essendo coevo (quindi si conoscevano di sicuro!) e lui non cita Plinio.

Meglio per loro! Galeno invece lo considera come il più grande farmacologo del periodo precedente al suo. Nota polemica, perché Dioscoride fu soprattutto medico, e l’essere definito “farmacologo” non era in questo caso un complimento.

Ma gli antichi per queste cose erano esattamente come i moderni. Il farmacologo descrive la Parietaria nel IV Libro, Cap. 88° (vers. Mattioli) della sua “Materia Medica”. Chiama la Parietaria “Helsine” (1). Al solito, per tutti i testi citati, faremo piccoli aggiustamenti su termini o periodi oggi comunemente incomprensibili. «La Helsine nasce nelle mura, nelle siepi e sulle macerie [segue una breve descrizione botanica, sulla quale sorvoliamo, salvo le parti che sono coerenti con la nostra descrizione]. I fusti sono rossigni, attorno ai quali sono come semi ruvidi che volentieri si attaccano alle vesti [sono le infruttescenze della pianta]. Le foglie hanno virtù di ingrossare [rendere denso, colloso, quindi atto a cicatrizzare] e di raffreddare. Perciò sanano impiastrate il Fuoco Sacro [Herpes Zoster], le ustioni da Fuoco, gli ascessi anali, gli ascessi piatti all’inizio [detti “pani”], i tumori [tumescenze] e le infiammazioni [infiammazioni anche di origine infettiva].

 

 

Note
1) Helsine: dal greco Alsine, a sua volta da “alsos” = boschetto sacro. Ma nomi simili si applicarono a molte piante diverse.

Ringraziamo Il Dott. Giannelli, proprietario della rinomata erboristeria Hortus Mirabilis,  autore dei testi e della foto che accompagna l’articolo, nonchè la rivista L’erborista,  edita da Tecniche Nuove, per la disponibilità e la preziosa collaborazione.

Fonte: L’Erborista n.9/2016, pag. 48 a 50

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