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Intervista con il maestro del tè Tsai Rong-Tsang

Intervista con il maestro del tè Tsai Rong-Tsang

Livio Zanini

Articolo pubblicato in Tian Tan, anno III, n. 1, gen-feb-mar 2001

II giorno 22 ottobre si è tenuto a Salò il Primo Raduno Italiano del tè Wuwo. In occasione dell’evento, il primo del genere in Italia e in Europa, ha preso parte anche una delegazione di maestri del tè provenienti da diverse parti dell’isola di Taiwan. Tra essi vi era il maestro Tsai Rong-Tsang (Cai Rongzhang), una delle massime autorità nell’arte del tè cinese, autore di numerosi saggi sull’argomento, nonché codificatore del cerimoniale del tè Wuwo. L’intervista che segue, raccoglie alcune delle domande rivolte al maestro Tsai nel corso della giornata.

D: Maestro Tsai, che cos’e la cerimonia Wuwo e che cosa ha di particolare rispetto ad altri tipi di cerimonia del tè?

 

R: II Wuwo Chahui (raduno del tè Wuwo) è una particolare forma di cerimonia del tè, nella quale, a differenza di quanto accade nel consumo del tè quotidiano o nell’ambito di altri cerimoniali, tutti coloro che vi prendono parte preparano, offrono e sorbiscono l’infuso. Si preferisce, inoltre, utilizzare un corredo da tè piuttosto semplice e facilmente trasportabile, che comprenda anche un termos di acqua bollente e uno stuoino per accomodarsi per terra.

D: Potrebbe spiegarci le modalità con cui si svolge e quali sono i suoi contenuti?

R: I partecipanti si portano i propri strumenti per il tè e l’acqua bollente da casa. Arrivati sul luogo del raduno, estraggono a sorte delle postazioni preventivamente disposte a cerchio. Cosi facendo non è possibile scegliere il posto su cui sedersi e, soprattutto, le persone vicino alle quali sedersi. Questo e, infatti, il primo principio della cerimonia Wuwo: la mancanza di distinzioni sociali.

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Nessuno occupa posizioni di privilegio, né potrà sedersi vicino alle persone che gli stanno più simpatiche o lontano da quelle con cui vi sono dei rancori. Si procede in questo modo anche quando prendono parte alla cerimonia coppie o famiglie. Una volta che si è preso posto, vi si dispongono di fronte i propri strumenti, pronti per essere usati. Dopo di che viene lasciato un po’ di tempo per andare ad apprezzare i corredi portati dagli altri partecipanti, poi si torna al proprio posto e si inizia a preparare l’infuso. Se – come di norma – il programma del raduno prevede che si preparino quattro tazze e che vengano servite a sinistra, i partecipanti andranno a offrire tre tazze alle tre persone sedute alla loro sinistra serbandone una per se stessi. Nello stesso tempo riceveranno una tazza di tè da ognuna delle tre persone sedute alla loro destra. Le persone cui noi offriamo il tè, però, non sono le stesse dalle quali lo riceviamo. In questo modo si supera la visione ristretta dei rapporti interpersonali basata sul dare per avere: si dona generosamente il proprio tè ad una persona ma non ci si aspetta nulla in cambio da essa. Questo è il secondo principio del cerimoniale Wuwo. Impararlo e saperlo applicare in ogni circostanza darebbe sicuramente molta più gioia alla nostra vita. Ritornati alla propria postazione, in silenzio si inizia a degustare l’infuso offertoci e quello preparato da noi stessi.

D: In silenzio significa che nel corso della cerimonia i partecipanti non parlano tra di loro?

R: La prima parte del raduno, quella durante la quale si apprezzano gli strumenti da tè degli altri partecipanti, viene lasciata apposta per salutarsi e fare foto, ed è permesso parlare. Poi, dall’inizio della preparazione fino alla fine della cerimonia, è previsto che i partecipanti non parlino più. Confucio diceva che le quattro stagioni si susseguono l’una all’altra e le cose si creano senza che il cielo si pronunci. Perche dunque parlare? Tutti conoscono il cerimoniale, sono assorti in ciò che stanno compiendo e, senza che vi sia chi impartisce comandi, preparano, offrono e gustano il tè, nello stesso modo in cui la primavera segue l’inverno, l’estate segue la primavera e tutto I’universo spontaneamente segue il proprio fluire. Solo il silenzio ci permette di realizzare e apprezzare a pieno questa atmosfera di magica armonia.

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D: Questo particolare tipo di cerimonia del tè e praticato solo a Taiwan o anche in altri paesi?

R: La cerimonia del tè Wuwo nasce a Taiwan ma oggi è diffusa in Giappone, Corea, Singapore, Cina e Malesia, inoltre viene praticata anche in America, Canada ed Europa. Attualmente si organizzano dei grandi raduni internazionali ogni due anni dove vi prendono parte centinaia di persone provenienti da diverse parti del mondo.

D: Che tipo di tè viene utilizzato nel corso della cerimonia?

R: Uno dei principi su cui si fonda la cerimonia del tè Wuwo e la totale mancanza di discriminazioni tra le diverse culture del tè che si sono sviluppate nei vari paesi del mondo. Ognuno è libero di preparare il tè che vuole adottando il sistema di preparazione che preferisce. È probabile che nel corso dei raduni internazionali ci venga servito un tè cinese verde o wulong, un tè nero indiano, un tè verde in polvere giapponese o, addirittura, come e successo oggi, un Mate preparato da un partecipante di origine Paraguaiana. Può succedere che il tè offertoci abbia un gusto poco familiare e sia diverso da quello che amiamo bere. Bisogna avere apertura mentale e cercare di apprezzarne il sapore e non trincerarsi dietro alle proprie preferenze e certezze. Anche nella vita di tutti i giorni, rifiutandoci a priori di provare le cose che non conosciamo, ci priviamo per sempre della possibilità di venire a contatto con moltissime esperienze positive.
Tuttavia, può capitare anche che ci venga offerto un tè veramente troppo amaro e astringente, oppure troppo blando e scipito. Anche in questo caso possiamo imparare qualcosa. Pensate se fossimo stati noi a preparare un tè come quello! Come ci saremmo sentiti? È bene fare tesoro anche degli errori degli altri per sapere come evitarli. Bisogna sforzarsi di migliorare ed esigere il massimo da noi stessi, al contempo mantenere un atteggiamento positivo nei confronti delle altre persone.

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D: Cosa ne pensa di questo primo raduno organizzato in Italia?

R: Siamo rimasti tutti piacevolmente sorpresi dall’affluenza di persone nel corso della giornata. Sapendo di venire in un paese che non vanta tra le proprie abitudini quella di bere il tè, non ci aspettavamo certo una risposta di tale portata e siamo perciò estremamente grati agli organizzatori per il grande impegno dedicato alla realizzazione di questo evento. Penso che si possa fare ancora molto per diffondere la conoscenza dell’arte del tè nel vostro paese attraverso iniziative di questo genere. Spero che vi siano sempre più italiani che si dedicano a questa bevanda e di potervi cosi incontrare numerosi nell’autunno del 2001 all’Ottavo Raduno Internazionale del tè Wuwo in Giappone.

Fonte: Associazione Italiana Cultura del Tè, link all’articolo originale

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