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Le dure condizioni delle piantagioni indiane di Tè

Negli ultimi 200 anni, l’industria del tè in India è cresciuta esponenzialmente. Nel 1835 la prima consegna spedita all’ asta consisteva in 12 scatole. Oggi l’India è il secondo più grande produttore di tè al mondo.

Stati principali produttori di tè in India

La maggior parte del tè prodotto in India viene dall’India del Nord Est, in particolare dall’ Assam e dalla Tripura. L’industria del tè Assamese rappresenta oltre il 50% della produzione totale del tè in India. Ci sono 848 piantagioni di tè registrate ad Assam e 58 a Tripura. Ad  Arunachal Pradesh si contano  5 piantagioni, a  Meghalaya  3, a Manipur 2 e a Nagaland 1. Oltre ai 917 giardini di tè registrati, ci sono circa 10.000 piccoli produttori di tè nella regione del Nord Est.Il  Darjeeling nel West Bengal è un’altra importante regione produttrice, che fornisce il 25% della produzione dell’India. Giù a Sud, abbiamo i giardini di tè di Nilgiri e di Munnar, che contribuiscono fornendo il restante 25% di tè.

I Problemi che affliggono le piantagioni del tè del Nord Est

Nonostante i grandi numeri, le cose non sono così luminose come sembrano. L’industria del tè del Nord Est sta gradualmente affondando a causa di svariati problemi che devono essere affrontati. Infatti i bassi salari, la scarsa infrastruttura, la scarsa vivibilità, le questioni sanitarie e la mancanza di strade per i trasporti sono stati problemi comuni dalle origini delle piantagioni di tè nell’India del Nord Est.

Il Fallimento delle piantagioni di tè

Ci sono molte piantagioni di tè che hanno chiuso negli ultimi anni a causa di vari problemi che interessano questo settore dell’industria. Per citare solo alcuni nomi: Red Bank, Dharanipur, Dheklapara e Raipur Tea nel Bengala Occidentale. Anche ad Assam, molte piantagioni hanno chiuso o sono operative solo minimamente.

Le cause

  • Il declino del prezzo del Tè: a causa di vari motivi, il prezzo del tè all’asta ha visto un costante declino nel corso degli anni. Secondo la Banca mondiale, i prezzi del tè sono diminuiti di quasi il 44% in termini reali. In India, tutti i profitti delle piantagioni sono sempre stati sfruttati senza alcun reinvestimento reale od adeguato per migliorare la qualità del tè o delle infrastrutture. C’è stata una grave crisi nell’industria del tè indiano, che ha portato alla chiusura di molti giardini di tè.

 

  • Meno produzione di tè: esistono molti problemi che l’industria del tè deve affrontare come: la crisi finanziaria, problemi di energia elettrica, problemi di manodopera, sistemi di comunicazione inadeguati, aumento delle tasse per la produzione del tè, aumento delle tasse per l’inquinamento. Tutti questi fattori hanno spinto l’industria del tè nell’India del Nord Est in una situazione senza speranza, con conseguente abbassamento della produzione di tè.

 

  • La situazione impiegatizia: lasciando da parte gli indigeni, la maggior parte degli operai delle piantagioni di tè in Assam e nel Bengala sono migrati da stati come Bihar, Orissa e Madhya Pradesh, a partire dal tardo XIX secolo. Questi lavoratori dipendono esclusivamente dall’industria del tè per il loro reddito giornaliero e per la loro vita. Tuttavia, la migrazione dei lavoratori si è ridotta negli ultimi tempi, con conseguente riduzione del numero di operai nelle fabbriche di tè anche a causa dell’ NREGA, un regolamento recentemente introdotto.

 

  • L’ industria è malata: un numero considerevole di piantagioni di tè è declinato a causa della mancanza di infrastrutture, di modernizzazione e di una gestione efficiente.

 

  • Depositi inadatti: il problema della conservazione del tè di qualità premium è sempre stato lì, fin dalle origini. A causa del ritardo nel trasporto e della mancanza di strutture di stoccaggio appropriate, il tè viene rovinato dall’umidità dell’atmosfera e si deteriora.

 

  • Fattori climatici: Le condizioni climatiche sono state sfavorevoli per le piantagioni di tè a causa di piogge scarse o, all’opposto, troppo copiose che hanno influenzato gravemente l’industria del tè.

 

  • Problema dei parassiti: il problema dei parassiti è un altro problema importante, soprattutto una malattia chiamata ‘macchia nera batterica’ ha vessato molte piantagioni del Nord Est Tea.

Conseguenza della chiusura: morti di fame

Tra il 2000 e il 2015, più di 1400 persone sono morte a causa della chiusura delle piantagioni di tè nel nord del Bengala e nell’India del Nord Est. La causa principale della morte è stata la grave malnutrizione. La maggior parte di queste morti sono accadute nelle piantagioni di Dooars a Jalpaiguri e Aliporeduar. Ci sono anche stati casi di morte in altre piantagioni, ma non sono stati segnalati. L’aumento delle morti è dovuto alla chiusura di un gran numero di piantagioni di tè. Senza nessun lavoro alternativo o reddito, per i lavoratori sopravvivere è una lotta quotidiana.

Principali problemi dei lavoratori che operano nelle piantagioni

 

  • Nessun impiego permanente: la maggior parte dei lavoratori delle piantagioni di sono per lo più provenienti dalla comunità “adivashi” e dalla popolazione locale. Queste persone sono le più sfruttate nelle piantagioni. La maggior parte di loro lavora stagionalmente nel periodo di punta. Solo una piccola parte di questi lavoratori è anche impegnata nella fabbrica, in ufficio ecc. Uomini e donne sono ugualmente impiegati. Sebbene il lavoro minorile non sia prevalente, in pochi giardini remoti i bambini sono impiegati nella raccolta e nei lavori di vivaio.

 

  • Salari bassi: ai lavoratori del tè vengono pagati i salari più bassi rispetto agli altri lavoratori di settori simili. Durante la stagione di picco i lavoratori temporanei ricevono salari molto inferiori al salario minimo effettivo. Solo nelle grandi piantagioni, ai lavoratori vengono pagati bonus durante i festival ed anche se raccolgono più del richiesto.

 

  • Condizioni di vita povere: Uno dei problemi fondamentali che i lavoratori devono affrontare è che vivono in locazioni troppo affollate e non igieniche nelle colonie residenziali. Vivono in condizioni socioeconomiche scarse e la maggior parte di questi lavoratori rimane ignorante a causa dell’analfabetismo. I lavoratori soffrono di varie malattie e di problemi sanitari dovuti principalmente alla povera igiene personale, domestica ed alla mancanza di istruzione.
  • Problemi di salute: le condizioni di vita povere rendono questi lavoratori vulnerabili a varie malattie trasmissibili. Ci sono problemi di salute a causa di scarse condizioni lavorative nelle fabbriche di tè. Secondo un rapporto di ricerca, i principali problemi di salute dei lavoratori sono l’infestazione di vermi, problemi respiratori, diarrea, infezioni cutanee, filariasi e tubercolosi polmonare. Ipertensione, epilessia, dolore alla schiena sono altri problemi di salute. Ci sono alcuni che soffrono di malnutrizione. Alcuni problemi di salute sono dovuti anche all’uso eccessivo di alcool e tabacco. La debolezza tra gli adulti ed i disordini da carenza di micronutrienti come l’anemia sono prevalenti. Anche i bambini soffrono di malnutrizione e di conseguenza, la maggior parte di loro è sottopeso.
  • Poche infrastrutture sanitarie: secondo la legge ‘Plantation Labor del 1951’, ogni piantagione dovrebbe avere un centro sanitario con adeguati servizi medici. Tuttavia, i giardini sono situati in regioni remote e i centri sanitari si trovano in città lontane. I lavoratori non hanno trasporti adeguati per raggiungere questi centri. Non esistono giorni liberi per la maternità per le lavoratrici. È stato appurato che le donne sono impegnate in lavori duri anche durante la gravidanza ed il periodo postnatale.

Fonte: MapsofIndia, 13 novembre 2015

Liberamente tradotto dalla redazione di MondoThè

Nota del redattore: sebbene quest’articolo sia del 2015, abbiamo deciso di pubblicarlo perchè, come testimoniano molte fonti  Indiane* la situazione dal 2014 non è cambiata quasi per nulla.

*The Economics Time, Business Sandards, Indian Time

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