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Il Portale del Tè e degli infusi in Italia

Il piacere del Tè

Il Tè, di origine tutta orientale, ha uno spazio prettamente occidentale nella letteratura. Nei grandi romanzi realisti soprattutto, ma non solo, il momento in cui si beve la bevanda ambrata assume un significato culturale e simbolico nello stesso tempo.

Bere il Tè ha rappresentato fin dall’inizio del ‘900 un rito così importante da consacrare un intero momento della giornata come “l’ora del Tè”. Un rito di certo non legato a un momento di meditazione e di ricerca individuale, come in oriente, bensì a un momento in cui si esprimono abitudini e costumi di società.

Ecco come Gabriele D’Annunzio nel suo primo romanzo, Il piacere (1889), inserisce il Tè nei giochi erotici del su protagonista: il conte Andrea Sperelli.

[Elena]
Accese la lampada sotto il vaso dell’acqua; aprì la scatola di lacca, dov’era conservato il Tè, e mise nella porcellana una quantità misurata d’aroma; poi preparò due tazze. I suoi gesti erano lenti e un poco irresoluti, le sue mani bianche e purissime avevano nel muoversi una leggerezza quasi di farfalle…

[Maria]
“Ti farò il Tè” disse.
Egli s’accendeva, vedendola sul divano, tra i cuscini. (…) Parlava d’un Tè prezioso, giuntole da Calcutta, ch’ella aveva donato ad Andrea il giorno innanzi. (…) Ella versò in una tazza la bevanda e gliela offerse, con un sorriso misterioso.
“Bada, c’è un filtro”.
Egli rifiutò l’offerta.
“Perché?”
“Dammi tu da bere”.

Abbiamo due passi in questo romanzo che esprimono bene, messi a confronto, il potere di seduzione di questa “ora del Tè”. Elena esprime tutta la sua dolcezza di donna materna e tenera nel suo offrire il Tè all’uomo, e nel suo caso possiamo supporre che se offrisse del Tè o un’altra bevanda sarebbe esattamente lo stesso. Diverso è il caso di Maria, la quale gioca proprio sulla preziosità del suo Tè, che proprio come un filtro d’amore si carica di significati sensuali e misteriosi.

In entrambi i casi comunque è interessante notare come il servire il Tè sia una mansione prettamente femminile, da svolgere sotto gli occhi dell’uomo che osserva, quasi come se dal modo di servire il Tè potesse trarre informazioni sul tipo di donna, come un cacciatore che studia la sua preda.

 

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