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EGCG: l’Epigallocatechinagallata

Le foglie della pianta del Tè, crescendo in climi particolarmente umidi, è ricco di polifenoli detti “catechine”. Fra di essi, l’epigallocatechina-3-gallato (EGCG) costituisce una delle molecole nutrizionali più potenti nel contrastare i meccanismi che stanno dietro l’invasione dei tessuti e la formazione di nuovi vasi a opera delle cellule tumorali. Questa molecola viene trasformata durante l’ossidazione necessaria alla produzione del cosiddetto Tè Nero, ma è presente in abbondanza nel Tè che rimane “verde”, ossia non ossidato.

Dopo due o tre tazze di Tè verde, l’EGCG è abbastanza presente nel sangue da diffondersi in tutto l’organismo tramite i capillari che circondano e nutrono tutte le cellule. Si deposita sulla loro superficie e blocca gli interruttori (i recettori) che danno il via all’invasione dei tessuti da parte di cellule estranee, come quelle tumorali.

L’EGCG è inoltre in grado di disattivare i recettori che innescano la creazione di nuovi vasi. In altre parole, i recettori non rispondono più ai comandi impartiti dalle cellule cancerose (tramite i fattori di infiammazione) per invadere i tessuti vicini e costruire i vasi necessari per alimentare i tumori.

Richard Bèliveau e la sua equipe hanno testato nel loro laboratorio di Montreal gli effetti dell’EGCG e del tè verde su svariate linee di cellule tumorali. Hanno così osservato che questa sostanza rallenta soprattutto la crescita delle cellule della leucemia, del tumore al seno, alla prostata, al rene, alla pelle e al cavo orale.

Il Tè verde ha inoltre effetti disintossicanti sull’organismo. Attiva nel fegato i meccanismi che consentono una più rapida eliminazione delle tossine cancerogene e nelle cavie riesce addirittura ad arginare gli effetti degli agenti chimici responsabili dei tumori al seno, al polmone, all’esofago, allo stomaco e al colon.

Le proprietà del tè verde sono particolarmente interessanti quando si tratta di bambini colpiti da tumore al cervello. Nel loro caso non ci sono molte alternative terapeutiche perché la radioterapia, impiegata negli adulti, spesso è troppo rischiosa per il loro cervello in pieno sviluppo. Ma le cellule di medulloblastoma infantile diventano molto più sensibili a dosaggi minimi di radioterapia se si provvede a “sensibilizzarle” prima del trattamento ricorrendo alle molecole attive e del tutto innocue contenute nel tè verde…

I ricercatori concludono così il loro articolo: “Il nostro studio suggerisce che l’abbinamento tra composti fitochimici della soia e tè verde potrebbe costituire un regime alimentare potenzialmente efficace nell’inibire la progressione del tumore al seno estrogenodipendente (il più diffuso)”.

Nel linguaggio estremamente prudente che caratterizza gli articoli scientifici sul cancro (nonché lo stile dei ricercatori dell’Università di Harvard) sono parole piene di significato.

 

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